1984

1984 è un libro scritto da George Orwell, già autore de La Fattoria degli Animali, durante il periodo a cavallo tra il secondo conflitto mondiale e la minaccia atomica della Guerra Fredda.
Il romanzo, di genere distopico e quindi rappresentante un futuro utopico in senso negativo, è incentrato sulla vita di Winston Smith, dipendente del Ministero della Verità, abitante di una Londra (capitale del macro-stato di Oceania, nella regione di Pista Uno, di stampo socialista) retta da un regime basato completamente sugli ideali del Socialismo Inglese (SocIng in Neolingua, la lingua dello stato), dove vige il sistema a partito unico guidato dal Grande Fratello, persona apparentemente sconosciuta ma riconoscibile su manifesti e volantini costantemente diffusi per le città. Il SocIng spia in modo ininterrotto la vita degli abitanti del macro-stato attraverso dei teleschermi, ovvero dei televisori a schermo piatto in grado di trasmettere messaggi di propaganda ma anche di registrare ciò che si trova davanti ad essi.
Il romanzo, incentrato principalmente sul periodo di lotta interiore e di critica verso i regimi totalitari, è esso stesso una critica aperta al regime stalinista.
Durante il racconto è possibile venire a conoscenza del modo in cui la vita è stata drasticamente modificata in modo da ridurre il più possibile il pensiero individuale delle persone: una nuova lingua, Neolingua, ideata in modo da eliminare tutte le parole che potrebbero portare alla creazione di pensieri non in linea con il partito; una sorta di ostracismo verso i rei, consistente nell’eliminazione da ogni documento, giornale, libro di qualsivoglia riferimento al reo.

 

Recensione del libro a cura di Diego Di Palma