TREDICI… tredici ragioni per leggere un libro, per vedere una serie tv

Clay dopo la sua solita giornata di scuola torna, finalmente, a casa.

Ad attenderlo, sulla soglia della sua casa, c'è un pacchetto, proprio sulla porta d'ingresso, indirizzato a lui. Un pacchetto anonimo, senza mittente.

Dopo averlo preso e portato in casa, nella sua camera, Clay apre il misterioso pacchetto e scopre che contiene sette audiocassette, tutte numerate con dello smalto blu.

L'autrice di queste audiocassette è Hannah Baker.

Hannah Baker è una compagna di scuola di Clay ed è, soprattutto, la ragazza di cui il giovane è da sempre innamorato.

Clay è stupito, scioccato,ma non può resistere alla curiosità, e alla voglia, di ascoltare la voce della sua Hannah almeno un'ultima volta.

Hannah è morta, ha deciso di porre fine alla sua vita, di suicidarsi.

Prima di morire, la ragazza, ha voluto incidere la sua voce in queste audiocassette, per consegnare al mondo la sua storia e, spiegare a tutti, i motivi del suo gesto.

Le audiocassette raccontano, dalla sua viva voce, tredici storie, tredici motivi, che l'hanno portata a scegliere di morire.

Hannah su questi nastri ha inciso i nomi di chi, secondo lei, ha giocato un ruolo fondamentale nella sua breve vita, portandola a compiere il suo folle gesto.

Tredici persone, tredici compagni di scuola, amici e adulti vicini a lei che le hanno dato un motivo per morire.

Questa è la vicenda narrata da Jay Asher nel suo primo romanzo  "Thirteen Reasons Why", divenuta una serie TV , trasmessa su Netflix, che ha riportato un notevole successo.

Perché? Perché Tredici tocca un argomento fin troppo attuale e ben noto agli adolescenti, quello del bullismo.

Solitudine, bullismo,violenza e depressione sono maledettamente reali. Quante volte le persone sottovalutano gli sguardi tra i banchi, i mormorii, gli sguardi rubati, forse senza cattiveria e senza consapevolezza.

Il destino di Anna, bollata precocemente come “ragazza facile”, è il frutto di una mentalità e di atteggiamenti di gruppo che individuano nell’elemento debole la vittima su cui scaricare le loro frustrazioni, i loro desideri inespressi e, proprio in quanto la vittima in questo caso è una ragazza, tutta una serie di stereotipi di genere che si stringeranno attorno ad Anna come un laccio da cui non riuscirà più a sfuggire.

Nemmeno le richieste d’aiuto vengono accolte: ognuno è preso dalla propria vita, dai propri problemi per accorgersi dei segnali che venivano loro inviati.

La vera colpevole rimane quindi l’indifferenza, il non voler vedere oltre le apparenze, ed è  tutto questo che causa tragedie che sono presenti nella nostra realtà più spesso di quanto non dovremmo permettere.

Questo è un chiaro esempio di come il cinema, i libri e le serie tv possono affrontare i problemi comuni, consegnando al pubblico soluzioni, consigli e spunti di riflessione

RM