Tripudio di luci sul confine del cuore

Il termine confine o frontiera ha per ognuno un significato diverso, per me ad esempio, sono molto importanti, perchè essendo macedone, ma vivendo in Italia, per tornare nella mia terra madre oltrepasso confini e frontiere diverse.

Sono stato molto fortunato, io, poiché sono arrivato in Italia già con i documenti in regola, lo stesso è stato per mio padre. Ci sono state e ci sono, però, persone  che, in cerca di una vita migliore, in cerca della libertà, in fuga dalla guerra o da una crisi politica in atto nel loro paese di origine, camminano anche per settimane o mesi interi per arrivare o varcare un territorio diverso dal proprio e poi, magari, vengono “beccati” e rispediti indietro.

Quando sono arrivato in Italia ero molto piccolo e la prima volta non la ricordo, però le altre volte, quelle si che le ricordo, quando venir via dalla Macedonia era una cosa triste e affascinante allo stesso tempo; triste perché io, lì, mi sentivo a casa, mi sentivo sicuro, affascinante perché vedevo posti nuovi, persone nuove, nuove automobili, cosa che per me, era bellissima.

Il luogo che più mi rimarrà sempre in cuore, che più di tutti mi affascina da diciannove anni, è Belgrado, la capitale della Serbia. È una città splendida, sia di notte, sia di giorno. Passare sul ponte del fiume Sava, uno dei più importanti fiumi d’Europa, è una cosa bellissima, di giorno sono visibili le navi che lo attraversano e, di sera, le luci dei ponti e di tutte le navi ferme lungo il margine del fiume si riflettono nell’acqua.

Ogni volta che passo di lì, per me è come se fosse sempre la prima. Ogni volta provo dentro di me un’emozione nuova e diversa.

Quest’inverno per recarmi in Macedonia abbiamo attraversato Belgrado di notte...sul lungo ponte vi erano i colori della bandiera serba, riprodotta da lucine scintillanti. Attraversando il confine, entrando in questo paese dell’est, sono riuscito ad andare oltre, oltrepassando il limite mentale di tutte quelle persone che dicono che le città dell’est europeo non sono belle quanto quelle dell’ovest. A tutti loro io consiglierei di fare un viaggio come quello che ho fatto io, affinché possano verificare quello che dico.

Da piccolo quando oltrepassavo la frontiera avevo un po’ di ansia, perché per me era tutto nuovo, invece negli ultimi anni posso dire che mi sento a casa, in un posto familiare e ogni volta che parto mi sento felice. È come una liberazione della mente, esco dalla routine quotidiana che è per me come un confine, che mi limita, ma ogni confine passato, ogni frontiera attraversata, per me è una crescita, perché imparo cose nuove attraverso le quali  comincia a formarsi l’uomo che è dentro di me.

 

Kitanov Vase 5^BMan

 

 

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Belgrado, ponte vecchio di notte

 

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Belgrado, ponte vecchio e ponte nuovo


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Belgrado, luci sul fiume

 

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Belgrado, panorama notturno