“Mafia offline” - Studenti piacentini uniti contro la mafia!

Si è svolto venerdì 13 aprile scorso, presso il Cinema Politeama, il convegno inerente l’antimafia. Opportunità per presentare il nuovo giornalino d’inchiesta, Mafia offline, diretto da Gaetano Rizzuto, ex direttore del quotidiano Piacentino Libertà. Questo progetto è nato grazie l’impegno della consulta studentesca provinciale di Piacenza, promotrice ed organizzatrice dall’evento.

Quale occasione migliore se non quella di discutere di questo tema con chi, quotidianamente, si occupa di criminalità e mafia. Presenti, infatti, Matteo Centini, sostituto Procuratore della Repubblica a Piacenza, Corrado Scattaretico, comandante provinciale dei Carabinieri, oltre a due giornalisti, i quali con il loro lavoro raccontano i fatti di mafia: Sabrina Pignedoli, di Quotidiano Nazionale – il Resto del Carlino e Claudio Cordova, fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il Dispaccio e consulente esterno della Commissione Parlamentare Antimafia, che hanno riportato la loro esperienza di lavoro su come raccontare i fatti di mafia.

Presentatori e direttori della mattinata i ragazzi della consulta studentesca, i quali hanno intervistato gli ospiti. Ecco alcune risposte.

Come siete entrati a contatto con le mafie?

  • Il comandante Scattaretico: “sono nato ad Aversa, a soli 15 anni vidi morire il generale Dalla Chiesa, allora decisi di diventare un ufficiale dei carabinieri. Dopo tre mesi, dall’inizio della mia vita da carabiniere, fui mandato alla Scuola Militare Nunziatella. Inseguito ricevetti un incarico a Napoli. Dopo la morte del giudice Borsellino, andai in Sicilia. Ne ho viste tante”.
  • Il sostituto procuratore: “ho studiato giurisprudenza. Il mio primo incarico fu a Catania, dove lavorai per il contrasto alla ndrangheta. Inseguito fui mandato alla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia). Nella mia vita ho capito che se tutti uniti, come siamo questa mattina, solo così possiamo impaurire quelli là. Noi dobbiamo combattere a testa alta, sotto la luce del sole…non come quelli là…sono loro che si riuniscono in segreto, di nascosto, al buio”.
  • Claudio Cordova: “ho scritto molti, forse troppi, articoli sulla ndrangheta. La ndrangheta è visibile in ogni atteggiamento è ovunque. La sua caratterista è di infiltrarsi nelle istituzioni. Ognuno può migliorare o almeno tentare di migliore, di agire contro il sistema ndrangheta e contro le mafie”.
  • Sabrina Pignedoli: “mi sono occupata dell'operazione Pandora, ma non ho capito fino in fondo di quale gente stessi scrivendo nei miei articoli, fino a quando non lessi l’ordinanza. In quest’ultima vi era un’intercettazione, la quale ritraeva, vicino Reggio Emilia, tre persone…queste si stavano organizzando come uccidere una persona col kalashnikov..a Reggio Emilia! ”

Nel 2015, a Calendasco, venne confiscato un bene della mafia. In che modo la mafia riesce ad intrufolarsi ovunque?  Ci sono impronte anche a Piacenza?

  • Il comandante Scattaretico: ”I giornali delle redazioni scolastiche, che hanno scritto su Calendasco, sono stati attaccati dall'avvocato del proprietario dell'immobile, e voleva denunciare i ragazzi. Le minacce sono solo minacce...poi c'è la legge. Le aziende mafiose hanno dei fondi enormi, solo la ndrangheta ha 44 miliardi di euro l’anno! Per capirci il PIL di uno staterello europeo. Hanno la possibilità di pagare in cash. Riescono a infiltrarsi in aziende in difficoltà grazie al loro cash.Grazie a questo riescono anche ad intrufolarsi nelle giunte comunali, soprattutto nei più impensabili. Basti pensare che il primo comune sciolto per mafia fu Bardonecchia. Perché accade questo? Perché province e comuni come Bardonecchia, ma anche Piacenza, sono così attraenti? Per il riciclaggio…i famosi reati capitali. Qui riescono a riciclare i loro soldi, milioni. Non esiste luogo puro, non toccato dalla mano mafiosa”.
  • Giornalista di Reggio Calabria: “i metodi della ndrangheta sono molto più subdoli. Cercano di chiudere la bocca ai giornalisti tramite minacce di querela. Minacce bianche. Mi sono stati chiesti, ad esmpio, 2 milioni di euro per risarcimento danni.  L'avvocato puoi fare poco. Ma quel poco è già un traguardo, ovvero i processi. Oltre l’aspetto economico, i giornalisti sono impegnati e stressati anche da quello sociale e psicologico. Vi invito a vedere un, a mio parere un bel film, una maledetta domenica, con Al Pacino. Il quale parla di football americano, lo stesso Al Pacino dice che la vita è una questione di centimetri, se uno vuole guadagnare centimetri su centimetri per raggiungere la meta avremo vinto. Questa è la stessa cosa per la battaglia contro le mafie. Se volessimo guadagnare, lottare per i centimetri, contrastandole, allora raggiungeremo la nostra meta”.

Il pubblico, tutto studentesco delle scuole superiori piacentine, tra le quali tre classi del nostro Istituto, ha potuto approfondire argomenti con i gli ospiti, grazie a domande ed interventi. Presenti anche la Presidente di Libera, coordinamento di Piacenza e Maria Elena Razza, Viceprefetto di Piacenza.

Ricordiamo che il giornalino studentesco d’inchiesta, Mafia offline, uscirà con il suo primo numero il 16 maggio 2018.


Alessandro Dentoni, IV Ach